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Essere multipotenziali: cosa significa davvero?

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente è perché almeno una volta anche tu ti sei trovat* in difficoltà a rispondere alla domanda: “Cosa vuoi fare da grande?” oppure “Mi sembri confuso. Non credi di dover scegliere un solo lavoro?”.

Iniziamo con la consapevolezza più importante: se ti sei riconosciuto nelle frasi qui sopra, non c’è nulla di sbagliato in te.

Noi multipod siamo alla perenne ricerca di informazioni da apprendere, ci buttiamo a capofitto nei progetti più complessi con il solo obiettivo di risolverli e, una volta sviscerato un argomento, ci annoiamo e ne cominciamo subito un altro, e così via.

Essere multipotenziali vuol dire avere la volontà e le capacità necessarie per ampliare le proprie conoscenze in maniera orizzontale e non verticale come invece fa un medico, un ingegnere, un astronauta o un qualsiasi specialista. E questo, una volta diventatati adulti, si riflette sulle nostre professioni.

E qui, arriviamo al nodo del problema.
Non ti piacerà sentirlo, ma sicuramente te ne sarai già accorto: la maggior parte di noi è cresciuto e vive in un contesto sociale a prevalenza “specialistica” che vorrebbe tutti concentrati su un’unica vocazione professionale.

Ho provato anche io la sensazione di inadeguatezza che ti attraversa quando qualcuno ti dice: “L’unica cosa che voglio fare nella vita è l’avvocato/il medico/l’insegnante/o qualunque altra vocazione professionale!”, e per questo, voglio iniziare raccontandoti la mia storia da multipotenziale.

Sono cresciuta tra mille interessi e stimoli, con la curiosità e la voglia di approfondire sempre tutto. Una di quelle bambine, e poi adolescenti, alla quale le maestre non hanno mai consigliato un percorso di studi specifico, lasciandomi libera scelta perché avevo le (multi)potenzialità per imparare tutto.
Una decisione davvero difficile per chi, come me, credeva ancora di dover percorrere una strada che l’avrebbe condotta (un giorno) a una professione ben definita.

Così, dopo essermi diplomata al liceo scientifico, ho deciso di iscrivermi a Giurisprudenza, perchè mi ero stancata di numeri e formule.
Verso il terzo anno di studi, però, ho iniziato a sentire qualcosa scricchiolare, credo fosse la mia voce interiore che a un certo punto ha iniziato a sussurrarmi: “Ti stai annoiandooo!”. Hai presente?

Dopo aver scelto per la mia tesi una delle materie meno vicine al diritto tradizionale, ho iniziato il mio primo stage post-laurea nel settore e, non contenta, mi sono iscritta contemporaneamente a un Executive Master in tutt’altra materia: digital & social media marketing.

A quel punto avevo già capito di non voler diventare avvocato, notaio o giudice da grande, ma che volevo qualcosa di diverso e tanto multiforme quanto me.

Poi ho cominciato a unire i puntini. I canali social del mio progetto creativo Catch the Craft erano già aperti da alcuni anni e mi sono ritrovata davanti a una dimensione di cui dovevo apprendere tutto. L’ho esplorata, sperimentata e me ne sono innamorata.

Ti chiederai: come sei passata da Legge a questo?
Molti pensano che sia stato un cambio di rotta radicale, per me invece si è trattato del naturale evolversi delle cose. Ciò che porto con me di questa disciplina è l’elasticità nel ragionamento, l’impegno e l’approccio pratico. Mi ha dato abilità nel vagliare e tanti degli strumenti trasversali che utilizzo ogni giorno nel mio lavoro odierno come stilare contratti e termini per i miei clienti.
Trovare e offrire soluzioni è una di queste.

Quale professionista ho scelto di essere? Oggi, sono una Digital Specialist certificata, oltre che una Crafter e Content Creator, ma fra qualche tempo… chi lo sa! (leggi di più su di me e la mia storia, qui)

Seguendo le proprie passioni e inclinazioni si può venire a conoscenza di strade nuove, inesplorate, ma incredibilmente giuste per noi.

Se anche tu hai tante passioni e non sai cosa scegliere, lascia che si contaminino l’una con l’altra, perché tutto serve. Solo sperimentando imparerai a riconoscere le attività che ti vanno più a genio e, se deciderai di abbandonare un percorso per imboccarne un altro, non prenderlo come un fallimento. Grazie a questo intreccio di conoscenze e passioni, i multipod come noi sviluppano un prezioso potenziale multidisciplinare che riescono ad applicare a qualsiasi lavoro o sfida quotidiana.

Il mondo ha bisogno degli specialisti, tanto quanto ha bisogno di noi curiosi, “che hanno il piacere di imparare, creare e rendere eclettica la loro identità”.

Voglio concludere questo articolo consigliandoti il libro che – per il momento – più mi ha aperto gli occhi e insegnato sul tema: “Diventa chi sei” di Emily Wapnick, che puoi acquistare a questo link.

“Come sarebbe la tua vita se ti dessi il permesso di essere tutto quello che vuoi? Cosa potresti creare o risolvere se dovessi promuovere le tue numerose passioni? Non lo so. Ma con tutto il cuore spero che lo scoprirai.”

Scopri di più sulle mie letture ispirazionali